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Stato dell’arte del SEO: cosa sarà importante nel 2016

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Stato dell’arte del SEO: cosa sarà importante nel 2016

Cosa diventerà importante nel 2016 in chiave SEO? Cosa cambierà? Il trend di sicuro si sta muovendo sempre più in direzione del mobile ed il progetto AMP di Google ne è la prova. Anche il miglioramento delle stesse App nella funzione di ricerca mobile diventerà certamente un fattore rilevante; Google si sa che adora il mobile e punterà nel 2016 ad ottimizzarne ancora di più l’utilizzo.

Il Ranking Factor HTTPS diventa sempre più importante

Google preferisce i siti web veloci e sicuri. Ecco perché non c’è da sorprendersi nel vedere che fra i primi risultati di ricerca ci sono prima di tutto siti che utilizzano il protocollo HTTPS. Tuttavia, non è semplice intuire se il passaggio ad HTTPS dovrebbe essere una priorità per tutti i siti web e sia un fattore di posizionamento anche perché richiederebbe un sacco di lavoro e certificati SSL che non sono per niente economici a meno che non venga utilizzato il servizio Let Encrypt. Quest’ultimo è attualmente in fase beta e mira a fornire certificati HTTPS gratuiti per tutti.

Il trend SEO 2016: Internet Mobile

Un numero sempre maggiore di utenti utilizza internet solo attraverso dispositivi mobile e questo trend continuerà a crescere nel bienno 2016-2017. Chiunque possieda un sito web dovrebbe chiedersi se il proprio sito è stato ottimizzato per l’utilizzo mobile e in caso non fosse responsive dovrebbe senz’altro considerare questo tipo di investimento come scelta prioritaria. Se la visualizzazione mobile di un sito responsive non è ottimale o si carica lentamente andrebbe sistemata il prima possibile.

Il test di Google sull’ottimizzazione per dispositivi mobile

Quando si vuole ottimizzare un sito web per l’utilizzo mobile ci sono due aspetti fondamentali da valutare. Il primo riguarda la velocità di caricamento: non tutti hanno accesso a connessioni 4G / LTE ovunque e le pagine devono caricarsi ad una velocità adeguata anche se internet è più lento. Il secondo aspetto fa riferimento all’importanza di dividere i content containers: non tutte le aree di visualizzazione del desktop devono essere trasferite al layout mobile.

Progetto AMP di Google

Il lavoro di AMP (Accelerated Mobile Pages) consiste nell’accelerazione di siti web mobile. L’obiettivo è che i siti web vengano dotati di una versione AMP enormemente ridotta che contenga solo materiale con immagini e piccoli HTML. L’idea alla base da cui è nata questa implementazione è la riduzione del tempo di caricamento delle pagine mobile a un paio di millisecondi. Al momento AMP è ancora nelle prime fasi di sviluppo ma sicuramente sarà una grossa ottimizzazione nel campo della navigazione mobile.

SEO: il comportamento dell’utente contribuisce al Ranking

In futuro Google vuole prestare più attenzione al comportamento degli utenti e ciò verrà realizzato attraverso l’analisi del bounce rate. Un bounce rate basso è sempre meglio di uno alto: la differenza viene calcolata misurando il tempo trascorso su un determinato sito web. Quando molti utenti visitano solo una parte del sito e lo lasciano dopo un paio di secondi si verifica un alto bounce rate: i visitatori in pratica rimbalzano letteralmente il sito, entrano e quasi immediatamente escono dalla pagina. Nel caso in cui, invece, gli utenti rimangono sul sito per qualche minuto, oppure accedono a un’altra pagina, si verifica un basso bounce rate. Per Google questo dato è un segnale che valuta la rilevanza del contenuto e che di conseguenza va ad influenzare la posizione del sito su Google. Un bounce rate alto non sempre significa avere un contenuto scarso ma semplicemente che alcuni siti non sono in grado di raggiungere un buon bounce rate; uno di questi motivi è anche la non ottimizzazione responsive di un sito.

Indicizzazione delle App (App Deep Linking)

La ricerca mobile di Google mostra un numero sempre maggiore di risultati che possono essere aperti in un App e anche la possibilità di poterla scaricare nel caso in cui l’utente non lo avesse già fatto. Il responsabile di tutto ciò è l’App deep linking. L’indicizzazione rende il contenuto dell’App disponibile per la ricerca mobile di Google. Non c’è nulla di nuovo in questa procedura poiché esisteva già per Android dal 2013 e per iOS dal maggio 2015 ma il vantaggio interessante per l’utente è quello di scegliere se aprire le informazioni nel browser o in un’App.

In futuro Google probabilmente valuterà i siti web o negozi on-line che lavorano con le proprie App meglio rispetto ad altri. Il motore di ricerca manterrà la sua attenzione sull’utilizzo mobile ed è per questo che, per chi non lo avesse ancora fatto, è tempo di reagire.

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